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Dal tramonto all'alba... A tale of a vampire

 

 

 
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Be_Vampire

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my Darling...

 
Grafica Stregata
Grafica Stregata

Emo

 
May 30

Darling...

Don't lie don't lie to me now
Now I'm erasing you
Throwing those memories out
Out to start something new
I'm throwing those memories

Darling
Don't lie to me
Darling
Don't lie to me
Darling
Don't lie to me

Darling don't


Breathe in slowly now
Darling don't lie to me
Breathe in slowly now
Darling don't lie to me
Inhale truth I plead
For your my only hope
Don't lie don't leave

Mind set on failure
The road you chose
Told me you loved me
Told me no
 
Take your time I'm only dying
Patiently I kneel here dying
Curse the blind you curse the blind
Deep inside is where it lies

What got me into this mess that devoured me
What got me into this mess that devoured me
What got me into this mess that devoured me
Lies and deceitful actions keep promising
What got me into this mess that devoured me
Darling don't Lie
Lies and deceitful actions keep promising
Darling don't Lie
What got me into this mess that devoured me
Darling don't Lie
Lies and deceitful actions keep promising
Darling don't Lie
 
March 13

poesie

poesie
 
 
 
 
 
Se alcune vite formano un cerchio perfetto,
altre assumono delle forme che non possiamo prevedere

né comprendere appieno,
il dolore è stato parte integrante del mio percorso,
ma mi ha fatto capire che niente
è più prezioso di un grande amore."
~ film Le parole che non ti ho detto ~

La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare,
così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho,
perché entrambi sono infiniti.
~ William Shakespeare ~
 
 
 


E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
~ Pedro Salinas ~
 
 

 
Senza parlare sei arrivata come una
vera regina, di nascosto
hai posato i piedi dentro l'anima.
~ Rabindranath Tagore ~

 



Amatevi l'un l'altro, ma non fate dell'amore un'alleanza che vi incateni.
Riempite ciascuno la coppa dell'altro,
ma non bevete solo da una stessa coppa.
Mettetevi fianco a fianco, ma non troppo vicini.
Perche' la quercia non si rialza all'ombra del cipresso.
~ Kahlil Gibran ~

 



Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,
ciò ch'era addormentato sulla tua anima.
~ Pablo Neruda ~
 
 

... e la piú romanticissima (ihihi):
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
~ Kahlil Gibran ~
da Le ali spezzate

 

ange-triste.jpg triste picture by annaluisa_LEONARDO


December 01

...

Godete pure della vostra pallida luce riflessa, io vivo solo della mia oscurità. 
 
"Il suo cuore era come un cristallo affilato come una lama,che strideva con il suo bell'aspetto da fiore appena sbocciato, se un uomo l'avesse toccata senza fare attenzione... avrebbe finito per sanguinare."
 
image                            
 
"Gli esseri umani lasciano il loro paese natale per mettersi alla prova in battaglie solitarie. Lasciano il loro paese natale... E poi, con il cuore coperto di ferite, tornano a casa per curarle, come bambini piccoli che tornano dalla madre. La mia città è colma di pace. La mia città è pervasa dal profumo dei fiori. La mia città è attraversata dalle feconde acque del Danubio... ed è percorsa dall'eco delle campane, carica di nostalgia."

Avatar

 

November 30

fate: il fato

La candela più splendente di tutte è stata spenta
Soffocata da coloro che non potevano sopportare di affrontare la realtà

Ogni battito del tuo cuore ha distrutto tutte le bugie
Ha fatto tremare le fondamenta
Ogni onda nel lago ha fatto rompere la porcellana
E io tremo…

Il segno lasciato sopra non può proprio contenere
Tutte le risposte giuste
Sotto un mare di polvere giace una grande ricchezza di saggezza

Una neve intaccata diventa rossa
L’innocenza muore

La pagina nera nella storia non è indelebile,
Macchierà la prossima
Tutto quello che rimane è solo un falso di ciò che si voleva che fosse
La pagina nera nella storia non è indelebile,
Macchierà la prossima
E niente sembra nella vita,
Nei sogni come ciò ce si voleva che fosse

September 11

NON COSI MALE "FANFINCTION X 1999 "

NON COSI MALE
 
 
FANFICTION DI X 1999 BY BE_VAMPIRE
UN PO MACABRA MA XKE SCRITTA IN STILE GOTICO DRAMMATICO. BYONA LETTURA E LASCIATE COMMENTINI
PS: GG DOPO SCUOLA NN AVEVO NULLA DA FARE...
 
 
 
Non doveva essere poi così male.

Morire fra le braccia della persona a te più cara, cullata dal suo calore, i respiri che si confondono l’uno con l’altro.
Il cuore che cessa docilmente di battere, senza protestare, appagato dall’aver potuto scandire gli ultimi secondi di tempo insieme alla propria controparte, tanto a lungo desiderata.
I sensi che, silenziosi, scivolano via dalle membra, abbandonandole fra le mani di quell’unico uomo che si siano mai veramente curati di sentire.

No, non doveva essere male.

A parte per il dolore. E il sangue.
Troppo, in realtà, perché la scena potesse essere confusa con uno dei tanti quadretti melodrammatici tratteggiati nei più classici romanzi d’appendice, dove la morte viene dipinta con pennellate aggraziate e discrete.

Non era quello, il caso.

Perché faceva male.
Oddio, faceva così tanto male.

Il sangue gli ustionava la pelle, sulla quale scorreva impietoso. Le vene pulsavano tanto rumorosamente da perforargli le orecchie, come fossero una miriade di spilli sottili. Le urla mancate gli corrodevano la gola, l’incapacità di dar loro voce lo faceva impazzire.

Male, male.
Terribilmente.

Chissà perché lui aveva scelto di rendergli tutto tanto doloroso?

Avrebbe provato a chiederglielo, soffocando con fatica i sussulti spezzati che gli scuotevano il corpo ad intervalli irregolari, se solo le sue energie non fossero state concentrate sul tentativo di mettere a tacere quella sofferenza, mordendosi le labbra, già atrocemente martoriate dalla macabra parodia di un bacio in cui Fuuma le aveva catturate, poco prima.
Era disgustoso, serrarle ancora con tale decisione; il sangue non faceva che sgorgare da esse più freneticamente, inondandogli la bocca con il proprio sapore amaro.
Eppure, si trattava dell’unico modo che aveva per occultare, almeno in parte, le schegge più vistose del dolore che lo affliggeva.
Quelle che gli suggerivano di gridare, una volta per tutte.
Quelle che avrebbero offerto al suo cinico carnefice un’altra buona ragione per ridacchiare, fra sé e sé, nel portare a termine il suadente gioco di torture che sembrava divertirlo tanto.

Un sorriso, ad ogni suo spasmo.
Ad ogni singhiozzo taciuto, ad ogni lacrima silenziosa che scorreva sul suo volto insanguinato.
Ad ogni prova, l’ennesima, del fatto che, si, stava soffrendo.
E che, pur soffrendo così tanto, non si sarebbe permesso di urlare.

Non l’avrebbe fatto, davvero.
Assolutamente.

Avrebbe lasciato che l’amico di un tempo continuasse a prenderlo in giro per la sua ostinazione, mettendola alla prova con nuovi, grotteschi tormenti.
Stuzzicandogli le carni lacerate, sfiorando con le dita i contorni di ogni ferita. Lentamente, quasi non stesse facendo altro che ricoprire il ragazzo tremante con una cascata di dolci carezze, ingenuamente ignaro di come non potesse che accentuare il dolore con cui già l’aveva stordito.
Affondando le unghie nei profondi tagli che gli segnavano il torace ormai irrimediabilmente sfregiato, piano, osservando il sangue scivolare da essi in rivoli sottili, finendo per disporglisi sul petto in un confuso intreccio di ghirigori rossastri… come ipnotizzato dal prender forma di quell’inquietante disegno. Ipnotizzato, al punto da cominciare a ripercorrerne il tracciato con le labbra, la lingua avida di assaporare ogni goccia scarlatta incontrata lungo il proprio percorso, raccogliendone di nuove sempre più languidamente.
Inchiodandogli braccia e gambe al massiccio sperone di roccia su cui l’aveva adagiato, morbido, stranamente attento a non straziare ulteriormente quello che lui stesso aveva reso un fragile corpicino di vetro; dolcezza in netto contrasto, tuttavia, con la dolorosa pressione esercitata proprio su quegli arti, abbastanza ferma perché Kamui s’impedisse anche solo di prendere in considerazione la possibilità di riuscire a sfuggirvi.
Precauzione superflua, comunque.
Non avrebbe potuto affermarlo con certezza, la mente anestetizzata dall’eccessiva perdita di sangue, ma era quasi sicuro che il braccio sinistro gli fosse stato strappato via.
Quello destro di Fuuma non era impegnato ad immobilizzare nulla, libero di vagare sul torace della propria vittima, pungolandolo crudelmente.

Non poteva esserne certo, no.
Ma non avvertiva alcun braccio che seguisse la spalla.
Il lupo selvaggio che si stava divertendo a giocare con i suoi resti massacrati doveva averglielo divorato.

Eppure, non aveva importanza.
Non ne aveva, perché lui sarebbe morto lì. Lo sapeva.
E, nello stesso istante in cui l’aveva capito, aveva deciso che non sarebbe scappato.
Se anche l’assenza di un braccio non gli avesse reso un compito simile quasi impossibile da portare a termine con successo, non ci avrebbe neppure provato.

Non perché non fosse abbastanza fuori di testa da osare comunque.
Né perché le recenti tragedie l’avessero privato dell’ultimo frammento di voglia di vivere rimastogli. Non per questo.

Ma perché, sebbene rivestite da una coltre di sangue tanto spessa, alcune sfumature della fine spezzata che gli si prospettava, beh, erano troppo simili alla seducente idea di morte vagheggiata poco prima, per non attrarlo irresistibilmente.

Per non convincerlo a lasciar perdere qualunque barlume di resistenza, a chiudere gli occhi e, semplicemente, rimanere in attesa.
Senza urlare, fingendo che non ci fosse alcun motivo per farlo.
Senza pretendere di non far caso al modo in cui lui gli stava toccando le gambe.

Le mani di Fuuma indugiavano lievemente lungo di esse, profondendosi in soffici e voluttuose carezze, riscoprendone le forme con audace curiosità. L’averlo indotto a divaricarle leggermente, in modo da intrecciarvi le proprie e garantirsi la possibilità di soffocare sul nascere ogni eventuale tentativo ribellione, finiva per permettergli di approfondire quel contatto, rendendolo ancora più intimo… tanto che Kamui non si sorprese nel constatare come l’uomo sembrasse perdere interesse nei tormenti di cui lo stava tuttora rendendo oggetto, in corrispondenza con alcune delle incursioni più smaliziate.

Pretendere d’ignorare come, a poco a poco, quell’interesse si fosse rivolto ad assaggiare, più che i rivoli di sangue che gli segnavano il petto, la pelle sulla quale questi si lasciavano scorrere, ricoprendola con una miriade di baci caldi e lascivi, ancora e ancora; imparandone a memoria ogni centimetro e ricercandone con la bocca di nuovi, disperatamente assuefattosi a quel gioco ardente.
Rispondendo con un sorrisetto più divertito che crudele ai sussulti suscitati nel ragazzo, nel momento in cui, per recuperare una goccia di sangue particolarmente capricciosa, si era ritrovato a slacciargli il primo bottone dei pantaloni.

Non accorgersi di come proprio quel sangue, sgorgato copiosamente dalle ferite inflittegli, non facesse altro che incoraggiare il contatto fra i loro corpi, permettendo ad essi di scivolare perfettamente l’uno sull’altro. Intreccio che, tra l’altro, Fuuma non sembrava affatto impaziente di sciogliere, intento com’era a riscoprire tutti i piaceri che questo era in grado di offrirgli, assicurandosi che ogni piega della sagoma a lui sottostante imparasse a riconoscere il suo calore… facendo in modo che fosse essa stessa, per prima, a ricercarlo con foga, anche solo inconsapevolmente.

Si stava illudendo, forse.
Illudendosi che non fosse solo sofferenza, ciò che provava in quel momento.
Uno scherzo giocatogli dalla sua mente, nel tentativo di rendergli la fine imminente meno amara. Di distrarre i suoi sensi ancora vigili da un dolore altrimenti insopportabile, affinchè la morte gli suonasse addirittura desiderabile.

Persuaderlo di come, in fondo, l’unica ragione che spingeva l’amico a prolungare la durata di quell’atroce spirale di torture, apparentemente ben lontano dal risolversi a porvi termine, fosse la volontà di spedirlo all’altro mondo con il suo odore ancora addosso.
Lasciargli un segno inconfondibile di sé, in modo che nessuno, chiunque fosse colui che Kamui avrebbe trovato ad attenderlo alla soglia, potesse mai mettere in dubbio il fatto che, inequivocabilmente, quel ragazzo era appartenuto a lui.

Chiarirlo davvero, una volta per tutte. Renderlo evidente, incontestabile.
Nessuno avrebbe potuto negarlo.
Non lo avrebbe fatto nemmeno lo stesso Kamui, così ovvio che lo spegnersi fra quelle braccia sarebbe equivalso all’accettare di essere suo.

Lo aveva promesso.
Lo ribadì ancora, mentalmente.
Una seconda volta.
E di nuovo, certo che Fuuma potesse sentirlo.

Ne ebbe la conferma, quando avvertì il corpo di quest’ultimo sollevarsi appena da lui, quanto bastava per riuscire a riafferrare l’arma precedentemente abbandonata per terra, a pochi passi di distanza.
Senza sollevare le palpebre, lo sentì alzarla fin sopra la testa, pronto ad affondargliela nel cuore, da un momento all’altro.
Questione di pochi secondi.
Il tempo, per l’uno, di rivolgere un ultimo sguardo.
Per l’altro, di lasciarsi osservare.

… no.
No, in realtà.

Non sarebbe stato male.

L'ultimo respiro

L'ULTIMO RESPIRO
 

È strano.

 

E molto strano.

 

Come delle parole pronunciate in punto di morte, possano cambiare la vita.

 

E non solo a me…ma anche a te.

 

i ciliegi sono rosa perché sotto di essi ci sono sepolti i cadaveri”.

 

Mi dicesti così, come risposta, alla mia innocente domanda di ragazzino.

 

Con l’ultimo respiro di questa vita terrena si possono dire molte cose; anche lanciare malocchio o maledizioni.

 

La dolce Hokuto; quella che ci stuzzicava con frasi equivoche e a doppio senso; quella che quella sera, sotto un ciliegio hai  trafitto con la mano, più tagliente di una spada.

 

Lei ti ha mandato una maledizione che ha pronunciato con l’ultimo respiro, prima di passare ad una vita ultraterrena.

 

Lei non voleva che tu ed io morissimo; per il nostro bene ti ha scagliato una maledizione.

 

Una cosa alquanto bizzarra: una maledizione per far del bene.

 

Eppure lei aveva capito che per me eri importate; così facendo avrebbe voluto salvarci la vita.

 

Ma non è stato così…

 

Quella sera secca ed aspra ci incrociammo, come se il destino avesse voluto che tutto ciò accadesse proprio a noi.

 

Fumasti la tua ultima sigaretta, davanti a i miei occhi.

Eri impaziente di chiudere la partita che era durata troppo tempo.

 

Solo Fuuma ci conosceva per ciò che volevamo.

 

E solo allora capii.

 

Solo allora, in quel frustrante momento di dolore e sconforto, capii che avrei dovuto dirti, prima, tutto ciò che c’era da dire.

 

Con quel sorriso dolce ed ipocrita mi dicesti che la cosa più bella che ci potesse essere era di essere ammazzato dalla persona che si ama.

 

Quando mi appoggiavi quella mano sulla gota; una mano che aveva oltrepassato infiniti corpi di esseri umani; sentivo il sangue arrivare alle guance provocando un leggero rossore,e, sul tuo volto, appariva un sorriso soddisfatto.

 

Con l’ultimo respiro mi sussurrasti la cosa che aspettavo da un’esistenza intera…

 

Un sussurro così dolce e doloroso, che nessuno mai saprà quanto abbia sofferto.

 

Un sussurro che ha rimbombato nelle mie orecchie, come se fosse stato gridato a gran voce.

 

Un sussurro che mi fece venire i brividi…

 

Che solo io riuscii a udire, mentre una piccola perla amara, preannunciava un pianto disperato.

 

 

In quel momento avrei voluto essere all’inferno…lì…con te…dove i demoni bruceranno di dolore…e noi di passione.

 

Con l’ultimo respiro mi hai fatto soffrire; dicendomi quelle parole velenose e non potendo nemmeno ricambiare tutto ciò.

 

Con l’ultimo respiro mi hai detto la verità…per la prima volta.

 

July 06

...

 

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HO UN SOGNO

 
 

Hei fermati un attimo non senti?


Sento cosa?

 

Questo rumore...


Che rumore?

 

 

Come se piovesse...


E' impossibile...siamo al coperto

 

-ma no ti dico che lo sento,

aspetta che accendo la luce


-no, non farlo

 

-Perchè?...Ehi ma te stai piangendo


-Spegni la luce e comunque

non sto piangendo

 

Dai dimmi perchè piangi?


Perchè te sei qui accanto a me.


Eallora non sei contenta?


Si


E allora?

 

-E allora appena mi sveglio

te sparisci...


-ora sono qua, è questo

che conta no?

 

-Si, preferirei morire che svegliarmi...


-Dai io ci sarò sempre per te lo sai...


-Si lo so ma io ti voglio


-Pensami in continuazione ed

iosarò li con te...

-Aspetta dove vai?


-Ti stai per svegliare,

il sogno sta finendo...


-Lasciami dire una cosa allora...

-Ti amo mio angelo custode...


-Veglierò sempre su di te amore mio

July 01

trallallero trallala

...I'm the best...

...and FUCK FUCK FUCK the rest...

imageimageimage

when I was a child
i caught a flecting glimpse
out of the corner of my eye
i turned to look but it was gone   
       
i cannot put my finger on it now
the child is grown
the dream is gone
and I have become
comfortably numb

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  heartsi ♥ u

 

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June 29

STORIA TLISTE TLISTE

ke tristezza

LEI: Non mi Sono mai innamorata di nessuno..Però..ho la sensazione Che le cose siano cambiate...
LUI: A si?... 
Bacio dolce.... Bacio desiderato... 
 
LEI: Allora amore mio.... ti ricorderai di farmi gli auguri il prossimo sabato....? è il mio compleanno...
LUI: Davvero? Bhe certo ke mi ricorderò....
LEI: Non mi aspetto 1 regalo.. io aspetto solo ke tu mi dica di si...
LUI: Forse è troppo presto ci devo pensare... cmq.. ci tengo veramente tanto a te... ti adoro pikkola....
 
La serata continua tra baci,carezze,abbracci,corpi ke si sfiorano,seduti su quella pankina... sotto il cielo scuro della sera...sotto gli alberi bagnati dalla pioggia..sotto quella nebbia ke li unisce...sotto quelle stelle ke li fissano...
la serata va avanti i 2 ragazzi vanno a bere Qualcosa... ma la ragazza deve tornare a casa ad una certa ora e lascia il ragazzo con gli amici..dove ha modo di approcciare di + con un'altra ragazza.. nonkè un'amica legata a lei....
fatto sta ke quella sera mentre LEI va a casa a pensarlo su quel letto abbracciando il cuscino immaginando di averlo li..LUI aveva trovato modo di parlare con quest'altra...

passa una settimana al sabato seguente (festa di compleanno di LEI)... 
LEI entrando nel locale saluta gli amici e aspetta ansiosamente il suo pikkolo angelo.. che aveva aspettato e desiderato x 7 giorni visto che non si erano potuti vedere....
LUI arriva..
 
 
 
LEI: Ciao amore... mi sei mancato tanto.......ho aspettato tutta la settimana questa sera,solo x vedere te..
LUI (silenzio) ..Grazie..
LEI cerca di capire cosa c'è che non va... e decide di parlargli in privato perchè sta iniziando a capire qualcosa.. ke spera non sia mai vero...
LEI: Amore ma mi dici ke hai??Cos'è ?Non ti va + di vedermi?Dimmelo subito...(Okki lucidi)
LUI la guarda....
LUI: Ma no..è ke..nn lo so nemmeno io..sono solo 1 po stanco...
 
 
 
Bacio....Bacio irruento..Bacio forse non abbastanza desiderato..Bacio senza vero sapore..o meglio dal gusto amaro.. Bacio triste..Bacio premonitore di tante e tante e ancora tante tantissime..lacrime.... 
La serata continua..e escono dal locale...Lei continua a fissarlo..preoccupata triste e anche un po nervosa...
LUI continua a stare accanto a quell'altra..
LEI
non sopporta l'idea di vederli..si alza e va in un bar a bere con un'amica...
vanno insieme alla stazione anke se hanno bevuto molto...loro sono tutti là..
LEI
lo vede..
LUI
si arrabbia x il suo comportamento....xkè effettivamente aveva bevuto..
fatto sta ke a fine serata 
LEI
si aspettava solo un kiarimento e 1 bacio..magari quella risposta..ma nn ne era sicura...
LEI capisce ke sta x succedere qualcosa di brutto tra loro...
ed è molto triste la sera del suo compleanno...
LUI si avvicina a LEI..
LEI è seduta sotto il lampione..su quella pankina..
LUI è li davanti ke la guarda quasi preoccupato da cio ke stara x dire..
LEI ormai ha gia capito tutto e si lascia cadere una lacrima...
 
LUI: Senti io ti devo parlare..però non piangere che mi fai stare male..
LEI: Dimmi.(Cade un'altra lacrima..)
LUI:Senti..io ci ho pensato..e non te la prendere..ma io non me la sento + di continuare questa storia..
LEI si alza e piange...
LUI: Be Però io voglio continuare lo stesso un'amicizia xkè ci tengo a te...
LEI: Si certo.. vaffanculo! 
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LUI se ne va 1 po triste dalla risposta ke aveva ricevuto..
LEI
si alza e se ne va via da sola... e non ce la fa ..piange... e disperata.. non si regge in piedi..
l'AMICA 
la vede e la abbraccia forte cercando di consolarla..
LEI silenziosamente la guarda con gli okki pieni di lacrime.. sposta dolcemente l'amica ke la abbraccia e si siede su quella pankina a piangere e a ripensare a quei momenti ormai lontani da lei..a ripensare a quel sogno che era stato suo e la sera del suo compleanno quasi come se lo avesse ricevuto come regalo perdutamente LUI scelse un'ALTRA..
 L'AMICA di LEI ritorna..
la guarda.. e inizia a parlargli..gli va vicino..
 

AMICA: sai... non ti avevo mai visto piangere.. tu dimostri sempre di essere una persona forte.. che supera ogni problema..che guarda sempre dritto davanti a sè.. che non si ferma x una storia finita così..
LEI abbassa gli okki e non ce la fa + abbraccia l'AMICA e scoppia in lacrime su di LEI....
AMICA: Bhe.. Anke se la serata ti ha rovinato tutto.. Io spero Solo ke ti ricorderai di questo momento..xkè io ti sono vicina..
     

LEI si alza...la guarda, e con la voce tremolante riesce solo a dire "Sto bene..."
poi si alza e se ne va....sparisce dietro la nebbia...
L'AMICA capisce che vuole stare da sola....
è gia passata mezzanotte e LEI non torna..L'AMICA
si preoccupa...e la va a cercare... la cerca disperatamente ovunque... ma non la trova....
prova a telefonarle ma non risponde nemmeno.. poi..in silenzio sente uno sparo...
L'
AMICA spera ke non sia LEI
ma inizia a piangere..
corre veloce e ad un certo punto si trova davanti a una panchina...
L'
AMICA
è shockata di fronte a quella panchina....
LEI
purtroppo...aveva la pistola ancora in mano e dall'altra parte un biglietto...
L'AMICA
è sotto shock ma legge il biglietto...
e c'era scritto..
"una persona mi ha detto che non mi aveva mai visto piangere..che io ero una persona forte che non si fermava ad una storia così..che guardava sempre dritto a se.. be io ho guardato dritto di fronte a me ho trovato quella pistola..non mi sono arresa dovevo sempre guardare avanti e l'Ho fatto..non mi sono fermata ad una storia..ho solamente deciso di non iniziarne mai più...
Amore su questa panchina ci siamo dati il nostro primo bacio...te lo ricordi?...sotto le stelle abbracciati..ecco io volevo lasciarti un ricordo proprio su questa panchina..Ti Amo..."
 
quello che io amo
le cose che io odio e detesto
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